Sempre più giovani decidono di non proseguire gli studi dopo la maturità ed entrare direttamente nel mondo del lavoro, soprattutto se si tratta di studenti che hanno conseguito la maturità in un istituto tecnico, piuttosto che in un liceo.

Questo dipende sicuramente da fattori materiali, quali le condizioni economiche e le classi sociali di appartenenza, ma è dovuto anche al fatto che spesso i tempi si prolungano non poco a causa di un’alternanza studio-lavoro sempre più impossibile per via delle richieste sempre più stringenti dei datori di lavoro, ai quali non basta più avere un lavoratore part-time, e si sa, riuscire a coniugare un impiego full-time con gli studi universitari è un’impresa quasi impossibile, se non addirittura folle.

Il risultato è che molti abbandonano prima del tempo, stufi di spendere i propri risparmi in tasse universitarie in nome di un traguardo che vedono sempre più lontano e che, vista la spietata competitività nel mondo del lavoro, non garantisce più quella preminenza rispetto agli altri che invece garantiva qualche anno fa.

Ecco, dunque, che sulla base di questo trend, molti addirittura rinunciano all’università prima di iniziarla, pensando che è bene cercare un impiego da subito, se non altro per maturare un bagaglio minimo di esperienza che potrebbe rivelarsi l’asso nella manica per quel posto di lavoro di maggior prestigio per il quale richiedono giovani con esperienza.

Ma quali sono, dunque, i requisiti che un’azienda cerca in un giovane appena diplomato?

Innanzitutto, le competenze tecniche e teoriche giocano un ruolo importante: bisogna dimostrare di saper procedere automaticamente almeno per quanto riguarda le mansioni più semplici.

Tuttavia, come si può ben immaginare, l’elenco dei requisiti non si esaurisce a questo: ci sono una serie di competenze che sono ugualmente importanti e che sono richieste universalmente da tutti i recruiter, a prescindere dal settore di appartenenza.

La conoscenza della lingua inglese, ad esempio, è uno dei requisiti maggiormente richiesti: con la globalizzazione in costante crescita e con una rete commerciale sempre meno italiana e sempre più internazionale, avere un buon inglese può essere un fattore discriminante nell’ottenimento di una posizione all’interno di un’azienda.

Proprio in merito alla posizione che si andrà a occupare in azienda, spesso si chiede al candidato quale sia la sua attitudine a lavorare in gruppo, questo perché spesso le aziende si suddividono in piccoli gruppi di persone che svolgono ciascuno una diversa funzione e quindi è fondamentale che all’interno di questi gruppi ci sia una forte intesa e coesione. Tuttavia, allo stesso tempo, è possibile che sia richiesta anche una certa predisposizione a lavorare da soli secondo un calendario di scadenze e di attività da svolgere. Questo perché alcune compagnie prediligono l’autonomia dei singoli piuttosto che le procedure di un gruppo di lavoro.

Questo strano e contraddittorio dualismo è dovuto al fatto che le aziende devono continuamente adattarsi a quello che il mercato richiede, e allo stesso modo si richiede una certa flessibilità ai potenziali dipendenti. In pratica, più si è flessibili in termini di orario e giorni lavorativi, maggiore è la possibilità di essere assunti.

Altrettanto importante è la capacità di trovare soluzioni ai problemi quotidiani in modo veloce ed efficiente (problem solving), ovvero dimostrare di saper prendere l’iniziativa giusta al momento giusto.

Altre skills che i datori di lavoro si aspettano da un giovane appena diplomato sono sicuramente le abilità comunicative e quelle digitali: ai candidati viene richiesto, nella maggior parte dei casi, un buon lessico e una buona capacità dialettica, nonché la conoscenza dei software di base.

Generalmente, queste abilità sono piuttosto comuni nei giovani che hanno appena conseguito la maturità, ma si sa, il mondo del lavoro è estremamente competitivo. Il nostro consiglio è di non considerare questo articolo esaustivo e restare sempre aggiornati sul tema.